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venerdì 12 settembre 2014

Il mio percorso verso la felicità


Questa è forse la prima volta che parlo veramente di verdure. In realtà nemmeno ne parlo, perché non si tratta della solita ricetta ma semplicemente di un piccolo sfogo che sentivo il bisogno di far uscire dalla mia testa con qualche parola vagante. Da un po' di tempo sto rimettendo in discussione moltissime cose e quello a cui per ora sono giunta è che il mio personale percorso verso la felicità ha una meta ben precisa: me stessa. Un obiettivo che sembra vicino ma che in realtà sento ancora lontanissimo.

Il primo passo è una rivisitazione del mio modo di vivere: mi stavo spegnendo man mano, lasciando che il mio corpo fosse via via assorbito dalla stoffa del divano, involucro vuoto e brutto di pensieri e svogliatezza: non è questo che voglio essere. Perciò piano piano cerco di ritornare al movimento, al benessere, ad un minimo di salutismo e attenzione al mio corpo che avevo abbandonato del tutto. E le mie verdure, le care verdure del nome di questo blog mi fanno compagnia. Perché non è necessario essere monotoni e tristi per mangiare in modo più sano: la mia ultima settimana è stata piena di colori e sapori, che so mi seguiranno mutando con me stagione dopo stagione.

Non so se tornerò tanto presto ad aggiornare il blog. So che in primavera ci sarò, ma completamente diversa.

Il menu nell'ordine:
1. insalata di pomodori e cetrioli, con feta
2. fagiolini al dente al basilico con mozzarella
3. pomodori datterino con tonno affumicato e lime
4. piattoni con ragù di tonno
5. cubetti di melanzane al forno
6. zucchine trifolate con aglio e basilico e fiocchi di latte

venerdì 30 novembre 2012

Man de puina: quando la nonna ha ragione

Vorrei dire oggi, ma non è oggi, perché ormai a forza di incastrare impegni nemmeno un post piccolo piccolo riesco a partorire!
Oggi (facciamo finta) è una giornata di quelle che proprio nascono sotto i peggiori auspici: voglia di piangere non spiegabile, pigrizia atavica, pioggerellina insistente che rende grigia e tetra Milano.
Non riesco nemmeno ad alzare un dito, figuriamoci a mettermi a impastare per creare una ricetta seria!
Eppure ci provo, mi metto paziente su google alla ricerca di una ricetta per i cookies al burro d'arachide: ne trovo una con una foto accattivante, che non contiene il burro: massì, mi dico, questa sembra meglio delle altre, almeno non aggiungo grassi ai grassi... peccato che arrivata a conclusione mi accorga che non contiene nemmeno farina e la cosa comincia a lasciarmi piuttosto perplessa. Aggiungo di qua e di là a caso, ma il risultato è uno sfacelo: impasto pessimo, oleoso, informe. Biscotti gommosi come un chewing gum. Che tristezzaaaaaaaaa! In più, tutto quello che prendo in mano oggi mi cade inevitabilmente a terra: bottiglia di vetro piena di salsa di pomodoro... olé! Zucchero di canna che costa un occhio della testa... olé! Uova impossibili da catturare una volta spalmatesi sul pavimento... olé! Ed è in questi momenti che mi viene in mente il modo in cui mi definisce mia nonna quando mi succedono queste cose: "man de puina", grezzamente tradotto dal dialetto veneto "mani di ricotta", ovvero così molli che non riescono a trattenere niente. Mi rallegro almeno al pensiero della mia nonnina e decido di darmi a qualcosa di veramente semplice, oserei dire banale: una vellutata. Questa non può non riuscirmi! Dato che al supermercato ho miracolosamente reperito le carote nere (che costavano pure quanto quelle arancioni, tié!), naturalmente una cosa tira l'altra: e così arriviamo alla vellutata di carote nere.

giovedì 16 agosto 2012

La magia dei colori d'estate in una teglia golosa

Per adesso le mie vacanze estive sono inesistenti, d'altronde non amo il caldo e l'affollato agosto dei luoghi di villeggiatura e non mi dispiace godermi la città quando c'è più silenzio e si può attraversare la strada (addirittura la circonvallazione di Milano) senza essere stirati dalle automobili lanciate a gran velocità.
L'estate non è quindi proprio la mia stagione, ma c'è una cosa che amo e che invece non esiste in nessun altro periodo dell'anno: le verdure e la frutta, con i loro mille colori accesi e brillanti, i profumi, i sapori pieni di sfumature... e per una che ha un blog con un titolo come il mio non è mica poco! :)
Devo ammettere che i vegetali mi piacciono in generale nature, a volte senza nemmeno un po' di sale o di olio, perché quando sono maturi al punto giusto qualunque aggiunta toglie un po' di poesia al loro aroma, ma siccome non so resistere alla tentazione di infilare qualcosa nel forno, qualunque sia la temperatura esterna, il gioco è presto fatto: ed ecco qua i miei pomodori al forno ripieni di riso con contorno di patate. Ops, sto barando! Non sono miei, sono dell'imbattibile Paoletta