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giovedì 17 luglio 2014
E riscoprirsi diversi
Un giorno ti capita di fare qualcosa che vorrebbe essere un modo per mettersi in gioco e ti scopri diversa. Alla delusione iniziale per l'ipotetico insuccesso, subentra uno strano senso di consapevolezza di sé tutta nuova, che ti porta all'improvviso ad un nuovo livello. Non sono abbastanza esibizionista da mettere a nudo me stessa per due righe che durano un attimo. Non mi interessa. Il mio intimo, le cose che veramente mi rendono unica e diversa, che potrebbero essere il mio personalissimo titolo di copertina, rimane velato. E mi piace così.
Adoro Topolino e Paperinik per me è reale almeno quanto Piero Angela (per dirne uno a caso, dato che sto guardando Quark).
Sono capace del cinismo più becero e di fare ironia in un cimitero.
E anche qui, nonostante i miei forse due lettori, non mi sento di andare oltre. È pur sempre un luogo aperto e non entrerei mai nei dettagli. Non ce la faccio.
E riscoprirsi diversi.
Diversi da quando si è conosciuta un'amica, che poi si è persa. Anche l'amicizia può avere una fine, probabilmente. La tristezza è mitigata dal dato di fatto che la condivisione è finita, semplicemente non c'è più. Si prova e si sta a vedere cosa succede. Anche se questo significa stare a guardare quanto dolorosamente sia ormai tutto rinsecchito. Sono crepuscolare, ultimamente. Perché continuo a pormi delle domande e quelle volte che mi capita di trovare una risposta è quasi sempre la peggiore.
Chissà se passerà e come passerà o se rimarrò qui a sovrapporre strati di vuoti e pieni a delle fondamenta ormai traballanti.
Contrastiamo l'amarezza con un dolce, che racconta ancora una volta della Francia, che amo e che rimane un seducente posto dove vorrei stare per un po' lasciando che i miei pensieri si smarriscano per la campagna normanna. Semplice ed essenziale ma buonissimo e gratificante: Far Breton!
domenica 19 maggio 2013
Le madeleines: piccole magie con la gobba
La mia prima fortuna è avere accanto qualcuno che capisce, condivide, supporta anche nei momenti in cui vorresti lasciare che tutto andasse a quel paese e allontanarti il più possibile. La seconda è una cucina finalmente abbastanza grande e tranquilla da poterci pastrocchiare a qualunque ora del giorno e della notte, lasciando che i nervi rilascino un po' di tensione e le narici vengano avvolte dal profumo dolce della vaniglia appena aperta.
È da questo che nascono le madeleines, dolce semplice e confortante, così romanticamente letterario da trasportarmi lontano semplicemente leggendo la ricetta. Come ormai una buona parte di quello che esce dalla mia cucina, anche questa ricetta è di Luca Montersino, inutile a dirsi che la riuscita è perfetta, con tanto di gobbetta deliziosamente chic.
domenica 17 febbraio 2013
Incontro con Luca Montersino: come uscire perdente ma sorridente
Ci sono momenti che ti fanno brillare gli occhi e fibrillare i neuroni, quando senti che sei talmente concentrato nell'assorbire tutto ciò che sta avvenendo attorno a te che i sensi sono completamente saturi e satolli. A me uno di questi momenti è capitato un paio di settimane fa, quando ho finalmente assistito ad un corso tenuto dal mio guru Luca Montersino dopo un'attesa di "soli" sei mesi: un corso frontale senza possibilità di mettere le mani in pasta ma comunque un momento che definirei quasi catartico. Guardare un professionista di quel livello muoversi tra il forno, l'abbattitore, l'impastatrice e far passare tra le mani gli ingredienti in una frenesia perfettamente ordinata ti trasporta fuori dallo spazio-tempo come una strana ipnosi. L'atto è indipendente dal (seppur spettacolare) prodotto finale, perché è tutto il percorso creativo che coinvolge e incanta. Ed è forse il morso finale dell'assaggio il momento più sublime in cui assieme al mignon si spezza improvvisamente la magia.
Mi sono resa conto in questa situazione di cosa sia in grado di fare qualcuno che ha la padronanza perfetta della materia, perché la conosce, la modella e la domina. Sette pasticcini mignon in poche ore, sette minuscole varianti di un'opera d'arte, con quella fluidità che ti fa sembrare tutto facile.
Sembrare, appunto, perché ieri ho finalmente avuto modo di provare a riprodurre quella che mi sembrava la ricetta più abbordabile: i frollini dama con la crema di cheesecake. Sette ore per pochi pasticcini! Ho trascorso l'intera giornata lottando con l'agar agar e la frutta secca, sporcando milioni di stoviglie e seccandomi le mani col detersivo per piatti. Goffa e imprecisa, mi sono sentita un milione di anni luce da quello che vorrei riuscire ad essere.
Piccola soddisfazione: i mignon erano davvero buoni. Grande verità: mi sento come uno che è riuscito a fare un'imitazione della Gioconda però A. non l'ha creata lui e B. guardando da vicino si notano tutte le imprecisioni tipiche del dilettante.
Però sorrido beatamente e beotamente, perché la cosa comunque mi diverte.
Mi sono resa conto in questa situazione di cosa sia in grado di fare qualcuno che ha la padronanza perfetta della materia, perché la conosce, la modella e la domina. Sette pasticcini mignon in poche ore, sette minuscole varianti di un'opera d'arte, con quella fluidità che ti fa sembrare tutto facile.
Sembrare, appunto, perché ieri ho finalmente avuto modo di provare a riprodurre quella che mi sembrava la ricetta più abbordabile: i frollini dama con la crema di cheesecake. Sette ore per pochi pasticcini! Ho trascorso l'intera giornata lottando con l'agar agar e la frutta secca, sporcando milioni di stoviglie e seccandomi le mani col detersivo per piatti. Goffa e imprecisa, mi sono sentita un milione di anni luce da quello che vorrei riuscire ad essere.
Piccola soddisfazione: i mignon erano davvero buoni. Grande verità: mi sento come uno che è riuscito a fare un'imitazione della Gioconda però A. non l'ha creata lui e B. guardando da vicino si notano tutte le imprecisioni tipiche del dilettante.
Però sorrido beatamente e beotamente, perché la cosa comunque mi diverte.
martedì 3 luglio 2012
Anche le albicocche sudano
Quest'estate è iniziata con un caldo alla grande, un caldo che nemmeno nei miei peggiori incubi riuscirei a concepire. Per me che odio la sensazione di essere senza scampo che mi dà l'afa milanese, questo è un vero e proprio dramma. Faccio fatica persino ad alzarmi e anche quando lo faccio è solo frutto della disperazione che mi danno le lenzuola madide di sudore.
Appena ne trovo uno sto quasi quasi prendendo in considerazione l'idea di acquistare da un ambulante uno di quei cappellini con ventola incorporata ;)
Sciocchezze a parte, sono talmente atterrita che ho rimandato di due settimane persino la realizzazione delle mie torte di compleanno, alle quali non volevo né potevo rinunciare, ritrovandomi nonostante tutto a lottare contro la pasta frolla che appena tolta dal frigo si rifiutava di soggiogarsi al mattarello preferendo invece spiaccicarsi sul silpat in modo assolutamente casuale.
Però... però è anche vero che non appena ho casa e tempo libero non riesco a resistere e il forno si accende, seppure con ricette semplici semplici che non richiedano eccessivo sudore (leggi: la prossima pasta frolla la rimandiamo a settembre!).
E allora mi lascio ispirare da Sale&Pepe di questo mese, arrivatomi per una promozione con il biglietto del Taste of Milano, e da una cassa di meravigliose albicocche che occhieggiavano dal camioncino dell'omino lungo la via. Albicocche profumatissime e mature, con la tipica consistenza morbida del frutto caduto dall'albero. Quando le ho tagliate temevo che la polpa sugosa inficiasse la riuscita del dolce e invece è venuto una delizia con un fantastico colore arancione acceso.
Povere albicocche: se la sono sudata! E anch'io...
lunedì 23 aprile 2012
La Crostata alla Crema cotta, Ananas e Lamponi: tributo al mio pasticciere ispiratore
Vagando per il web ho trovato questa ricetta un po' in ogni dove: d'altronde, si sa, Luca Montersino non è certo l'ultimo arrivato in fatto di pasticcieri (anzi, facciamo che è uno tra i primi, per quanto mi riguarda!).
Considerato che lo stesso Montersino la mette in almeno 3 delle sue pubblicazioni (Peccati di Gola, che ho, Golosi di Salute, che ho, e la raccolta Accademia di Pasticceria che, ovviamente, ho!) e perciò deve anche lui amare la ricetta, ho deciso di cimentarmici anch'io.
Si tratta di una crostata che fa una grande figura ma è in realtà piuttosto semplice da realizzare. Personalmente, penso che la prossima volta proverò a prepararla con l'ananas fresco anziché quello sciroppato, per aumentare il contrasto tra il dolce della crema e l'aspro della frutta.
L'altra modifica che ho fatto è stata gelatinare i lamponi anziché brinarli, per enfatizzarne il rosso brillante.
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